Il metodo Montessori si basa sugli insegnamenti che la pedagogista ed educatrice anconetana sperimentò durante i suoi anni di attività con i bambini. Si basa sulla volontà di voler “favorire la naturale crescita del bambino per formare un adulto sereno, in pace con sé stesso e con la società in cui vive”. Daniela Valente ha voluto raccogliere tutti questi preziosi insegnamenti in un manuale utilissimo per i genitori, con tantissime attività pratiche da poter fare con i propri figli nei primi due anni di vita, dal titolo eloquente: Come liberare il potenziale del vostro bambino.

Questo libro nasce dalla mia esperienza di mamma, ma soprattutto dalla mia profonda ammirazione per Maria Montessori e per il suo metodo, che ha dimostrato tutto il suo potenziale nell’incredibile sviluppo dell’autonomia di mio figlio.

Così recita l’introduzione dell’autrice, che ha sperimentato con il suo bambino tutto quello che propone nel libro e che ha fatto suo il massimo precetto montessoriano: “bisogna assecondare quanto più è possibile il desiderio di attività del bambino; non servirlo, ma educarlo all’indipendenza”. Trovandomi a dover crescere una figlia, io per prima non sapevo (e non so tutt’ora) da che parte muovermi. So però di certo che quello che voglio è trasmetterle serenità e tranquillità, aiutandola a conoscere il mondo. Come il sogno di ogni genitore è quello di avere un figlio sano, gentile e tranquillo, anche quello di ogni bambino potremmo dire che è quello di avere un genitore montessoriano.

Comprensivo, amorevole, paziente, autorevole ma non autoritario, che sappia dare poche e chiare regole, rispettoso e contrario all’uso di qualsiasi tipo di violenza.

Ecco perché mi sono buttata a capo fitto su questo manuale, interessante dal punto di vista teorico, ma soprattutto utile da quello pratico.

Dopo una breve presentazione di Maria Montessori e del suo metodo, basato sulla conoscenza dei periodi sensitivi, l’autrice dedica alcune pagine a formare i genitori sui materiali montessoriani, per poi affrontare le varie fasi della vita del bambino consigliando i genitori passo passo, con “idee per attività semplici ed economiche da fare a casa“.

Essere genitori montessoriani richiede un certo impegno: è più facile imboccare un bimbo che insegnargli a mangiare da solo – standogli accanto per guidarlo ma senza sostituirsi a lui – con la pazienza di guardarlo per delle mezz’ore e alla fine pulire dove ha sporcato; è più comodo metterlo a gattonare in un box che sorvegliarlo mentre esplora la casa; è più veloce vestirlo che insegnarli a farlo da solo.

Il difficile, appunto, sta nel guardare senza intervenire. Ma è proprio questo che insegnava la Montessori, perché “il vostro compito, in quanto genitori ed educatori, è quello di aiutare il naturale processo di crescita e sviluppo che si svolge spontaneamente nel bambino”.

Alcuni esempi di attività? Si va dalle giostrine montessoriane con i disegni in bianco e nero (alcuni spunti li trovate qui) alla scatola dei tessuti, dai travasi ai pannelli sensoriali, dalla lettura insieme all’imparare a lavarsi i denti da solo. Sembrano tutte cose scontate, ma se aiuterete i vostri figli a farle da soli li renderete autonomi e indipendenti, e quindi felici.

Per ogni serie di attività è indicata “a grandi linee” l’età più adatta: c’è però da tener conto che ogni bambino sviluppa le sue capacità in maniera del tutto indipendente, quindi sarete voi a dover capire qual è il momento adatto per sottoporgliele. Ogni gioco, poi, può essere realizzato con oggetti che tutti abbiamo in casa, senza dover spendere soldi per riempire la casa di cose che il bambino guarderà appena 5 minuti.

Io ho già iniziato a cimentarmi nelle prime attività e magari prossimamente vi preparerò qualche tutorial per realizzare i giochi adatti a sviluppare le potenzialità dei vostri piccoli. Lo stesso, però, vale anche per voi: se avete qualche consiglio o suggerimento scrivetelo pure qui sotto nei commenti!

La Montessori era poi una fervida sostenitrice della casa a misura di bambino:

Dobbiamo dare al fanciullo un ambiente che appartenga a lui solo: un piccolo lavabo proprio per lui; delle poltroncine, una credenza coi cassetti, ch’egli possa aprire, contenente oggetti d’uso comune, ch’egli possa adoperare; un lettino nel quale dormire la notte con sopra una bella coperta ch’egli ripiegherà e stenderà da solo. Un ambiente nel quale il bambino potrà vivere e giocare.

È quindi importante avere un occhio di riguardo anche per la disposizione di mobili e arredi, non solo per garantire la sicurezza del bambino ma anche per ricreare un ambiente adatto alla sua “altezza”. Ma di questo parleremo presto in un post dedicato (e con un libro consigliato). Per rimanere sempre aggiornati potete iscrivervi alla newsletter!