La votazione avvenuta nelle ultime ore nelle sedi amministrative della Regione Emilia Romagna ha un sapore rivoluzionario. Finalmente (e mi prendo la responsabilità del mio giudizio) è stato deciso che i bambini che vorranno frequentare un asilo nido in questa regione dovranno aver fatto tutte le vaccinazioni obbligatorie. L’ho appreso poco fa dalla pagina Facebook di Roberto Burioni, papà, medico e professore ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, autore del libro “Il vaccino non è un’opinione“.

Quando mi sono imbattuta per la prima volta in un suo post sul social network, sono rimasta sbalordita dalla semplicità con cui spiegava concetti così difficili e complicati, come il funzionamento dei virus e degli anticorpi.

Sembrava di leggere il copione di una puntata di Quark. Tutto era così chiaro, così ben esemplificato. E le similitudini collegate alla vita reale rendevano tutto così ovvio che non c’era davvero bisogno di digitare nulla su Google per trovare ulteriori spiegazioni. Mi sono quindi messa a seguire il suo profilo (che poi, per ovvie ragioni è diventato una pagina) e quando è uscito il libro “Il vaccino non è un’opinione” non ho potuto non leggerlo.

E lo consiglio, vivamente, a tutti voi. Che siate genitori o meno.

Perché la salute della comunità va preservata da tutti.

Gli schemi di vaccinazione sono come i freni della vostra automobile. Sono stati messi a punto da esperti che se ne intendono, dopo lunghi studi e rigorose sperimentazioni. Modificarli sulla base della vostra opinione personale o su consiglio di qualche somaro circolante su Internet non è decisamente una buona idea.

Trovandomi nella condizione di neo-mamma, sono stata travolta dal vortice di questa discussione, ma chi mi conosce sa che ho sempre sostenuto i vaccini a spada tratta, anche prima di veder la fagiola punzecchiata di qua e di là. Che poi, davvero, parliamone: è una puntura, mica un’amputazione. Non vorrei sembrare senza cuore, anche a me dispiace vedere mia figlia soffrire, ma tutte le volte che siamo stati all’ambulatorio per il vaccino, dopo 15 secondi di orologio (e una ciucciatina di tetta) rideva e sgambettava come al solito. Anzi, piange tutt’ora di più se riesce a prenderti il cellulare e tu glielo togli dalle mani perché le onde elettromagnetiche fanno male ecc ecc.

Ma tornando a bomba sui vaccini. Il libro, dicevamo, è davvero illuminante. C’è la storia delle patologie debellate grazie all’immunità di gregge (poi vi spiego meglio cos’è), ci sono casi ed esempi completi, c’è una ricca bibliografia a supporto dei numeri e dei grafici inseriti (gli anti-vaccinisti possono sostenere le loro tesi con altrettanta scientificità?).

La terra è tonda, la benzina è infiammabile, i vaccini non provocano l’autismo. La scienza ci dice che i vaccini sono sicuri e affidabili e che proteggono i bambini e l’intera società da pericolosissime malattie. Però se vi collegate a Internet trovate un gran numero di medici e personaggi vari che vi dicono l’esatto contrario e che vi vogliono fregare. I praticoni che affollano la rete non solo mettono in pericolo il vostro conto corrente, ma anche la salute vostra, dei vostri figli e dei figli degli altri.

“Io ho preso il morbillo (o qualsiasi altra malattia) e non sono mica morto. Quindi non vaccino mio figlio, ché anche se si ammala mica succede niente”.

Ecco, questa frase l’ho sentita su per giù un milione di volte. E ogni volta sono stata percorsa da un brivido. Rubando la similitudine a Burioni, non è che perché uno va in giro in Vespa senza casco (una volta non era obbligatorio, ora sì) e non gli succede niente che allora è sicuro e va bene farlo.

Il virus è il lupo cattivo, ma il gregge ci protegge

Ogni virus ha un tallone d’Achille, un punto debole. Per replicarsi ha bisogno di individui infettabili, altrimenti sparisce. Con i vaccini possiamo evitare le epidemie a ondate, perché limitando il numero di persone infettabili (aumentando quindi la percentuale di vaccinati), “si ottiene quella fantastica cosa chiamata immunità di gregge”.

Sembra incredibile ma se il numero di soggetti immuni all’interno di una comunità è molto alto, il virus non riesce più a circolare: quando arriva – dall’esterno – non riesce a infettare nessuno e il suo destino è come quello del vaiolo (debellato grazie ai vaccini nel 1980). Rimane nell’ambiente qualche giorno (o anche solo qualche ora, i virus in generale sono molto labili) e poi non esiste più.

Vaccinati VS Non Vaccinati

Un’altra delle bugie degli anti-vaccinisti è che i bambini non vaccinati risultano (prove scientifiche? nessuna) più resistenti alle infezioni rispetto a chi invece si è sottoposto ai vaccini, ed è quindi – a detta loro – stato sottoposto a un forte stress del sistema immunitario che lo ha debilitato.

Burioni, nel suo libro, porta a nostra conoscenza la ricerca di un’equipe di studiosi tedeschi che ha confrontato un gruppo di bambini non vaccinati con uno di bambini sottoposti a tutto l’iter sanitario di vaccinazioni. Ecco i risultati.

vaccini burioni

vaccini burioni

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Troppo presto o troppo tardi?

Un giorno, quando ero incinta, una mamma mi ha consigliato di aspettare a fare tutti i vaccini a mia figlia. Riteneva infatti fosse troppo presto sottoporre il suo sistema immunitario a uno stress così forte. Lei non era contraria ai vaccini ma contraria alla precocità con cui venivano fatti, rispetto all’età. Anche su questo tema ritorna Burioni:

Nel momento in cui sono nati, i loro piccoli sono passati da un ambiente sterile come l’utero materno a un mondo dove hanno incontrato miliardi di batteri, funghi, virus e parassiti, dai quali il loro sistema immunitario si sta difendendo attivamente, altrimenti sarebbero già morti. Peraltro gli antigeni (con questo nome vengono indicate le singole sostanze in grado di indurre una risposta immune) contenuti nei vaccini somministrati nel 1980 eranon oltre 3.000; oggi sono meno di 200.
Sul fatto di aspettare che i figli siano più grandi (e di conseguenza più forti?), anche qui è facile cadere in errore. Ritardare le vaccinazioni non porta benefici, ma aumenta solamente il rischio di contrarre la malattia proprio nel momento in cui si è più vulnerabili.

I rischi collegati ai vaccini

“Ma se esiste una legge, la numero 210 del 25 febbraio 1992, che tratta gli indennizzi per i danneggiati da un vaccini, vuol dire che dei rischi ci sono, no?” Dice la mamma che ha letto qua e là post su Internet ed è assolutamente contraria a far vaccinare suo figlio.
Burioni ci spiega, allora, che nel 1992 era in uso un vaccino contro la poliomielite costituito da virus vivo attenuato che induceva nei vaccinati un’immunità formidabile, purtroppo però aveva un problema. In un caso su 750.000 il virus pur replicandosi retromutava, causando una poliomielite molto simile a quella causata dal virus vero.
Quando tra 1992 e 2002 ci furono nove casi di paralisi associata la vaccinazione antipolio e nessun caso di poliomelite, il rapporto rischio-beneficio divenne non più accettabile.
Per questo si decise di utilizzare un virus inattivato, oggi contenuta nel vaccino esavalente. Pur essendo più sicuro, è meno efficiente rispetto al precedente nel raggiungere l’obiettivo dell’immunità. Se tutti vengono vaccinati possiamo continuare a utilizzare il vaccino sicuro, il secondo, se smettiamo di vaccinare, dovremmo tornare a usare il primo, mettendo in conto la possibilità di effetti collaterali indesiderati.
Paradossalmente il modo migliore per evitare danni da vaccino e vaccinare.

Non vaccinare non è solo pericoloso per i vostri figli, ma anche per gli altri

Se i genitori non vaccinano i figli, ci rimettono anche tutte le persone che non si sono potute vaccinare, quelli che non hanno sviluppato un’immunità protettiva dopo la vaccinazione oppure quelle che per una malattia una cura immunosoppressiva hanno visto svanire la loro protezione. Insomma, tutte quelle che sono state più sfortunate.
Alla fine del libro Roberto Burioni ricapitola sette punti fondamentali e ribadisce che si tratta di fatti e non di opinioni:
  1. I vaccini sono sicuri, non hanno sostanzialmente effetti collaterali di rilievo e le conseguenze gravi derivanti dalla vaccinazione sono, oltre che rarissime, immensamente più rare di quelle dovute alle infezioni che vengono evitate vaccinando i bambini.
  2. I vaccini sono efficaci, perché le malattie dalle quali proteggono sono molto pericolose e nessuna è effettivamente è scomparsa.
  3. I vaccini sono utili, è un fatto sostenuto dall’intera comunità scientifica mondiale.
  4. I vaccini rinforzano il sistema immunitario, stimolandolo nel modo più naturale possibile.
  5. I vaccini rendono la nostra comunità più forte, vaccinare i propri figli è un atto di amore di responsabilità verso se stessi e verso gli altri.
  6. I vaccini non causano l’autismo o altre gravi malattie.
  7. I vaccini non sono un complotto delle multinazionali del farmaco, visto che le case farmaceutiche guadagnano molto di più dalle malattie che dai vaccini.
Come dico spesso, quando portate i vostri bambini dal medico per il vaccino il rischio maggiore lo corrono in auto nel tragitto da casa all’ambulatorio: se non avete paura dell’auto non è il caso di averne del vaccino, che è molto più innocuo.