Spulciando tra le letture interessanti per la rubrica #leggerecolpancione, mi sono imbattuta in Cara Francesca...
Il sottotitolo svela subito già lo scopo del libro: “dalla tata più amata e famosa d’Italia’ le risposte ai dubbi e ai perché dei genitori”. Perché, ricordatelo, genitori non si nasce, ma si diventa.

I bambini non hanno bisogno di genitori perfetti che hanno solo certezze e nessun dubbio, ma di persone autentiche che si mettono in discussione, e affrontano la propria esperienza genitoriale per migliorare se stessi anche da un punto di vista personale.



Non so se avete mai seguito il programma SOS Tata, io no. Solo la pubblicità con tutti quei bambini urlanti e i genitori che davano in escandescenze mi metteva ansia. Seguivo, però, tata Francesca Valla (nel programma dalla seconda alla quinta edizione, ndr) durante i suoi interventi a Radio101 qualche anno fa. Li ho beccati per caso, un giorno in macchina, e sono diventati subito un appuntamento fisso. Anche se all’epoca non avevo ancora le idee chiare sulla gravidanza e su come crescere un figlio, mi piaceva il suo modo di rispondere alle domande degli ascoltatori, che chiedevano aiuto sui problemi e le difficoltà più comuni nell’educare i propri bambini. Con un tono calmo, gentile e molto rilassante, e con spiegazioni che non fanno una piega, Francesca mi ha aperto un mondo.

Il libro è strutturato in capitoli tematici, ricchi di domande, quelle di mamme e papà che chiedono consigli pratici su come crescere al meglio i propri figli, e delle risposte della tata: dall’imparare a dire NO all’insegnare l’autonomia e l’indipendenza, dalle prime regole alla nanna (su questo argomento ho in programma per voi un sacco di recensioni utili, quindi non perdete la speranza).

Tata Francesca risponde con precisione e senso materno a tutte le domande, come quelle di genitori arrivati al secondo o terzo figlio, che si trovano a dover fare i conti con la gelosia di fratellini o sorelline che si sentono messi da parte, o con quelle coppie oramai succubi dei propri figli piccoli, che per ottenere qualcosa o semplicemente per farsi ascoltare devono continuamente ricorrere ai ricatti.

«È utile dare, quando serve, la classica sculacciata? O basta spiegare, anche se il bambino molto piccolo?» chiede Franco.

Io credo che sì, la sculacciata abbia una sua efficacia, ma sul genitore, non certo sul bambino! Il genitore che ricorre alle mani lo fa perché sente il bisogno di affermare il suo potere, ma la verità è che si sente impotente. Infatti, dopo la sculacciata, dopo aver sfogato la sua tensione, il genitore si calma. Ma da un ? Educativo non insegna niente il bambino: il quale capisce che il genitore è arrabbiato, ma non i motivi per cui lo è. Mentre la voce ferma e un atteggiamento serio sono molto più efficace della botta sul sedere. […] non importa l’età: anche quando il bambino è molto piccolo, “no” è una parola che capisce sempre.

Cara Francesca… è un libro utilissimo, per genitori con bambini di qualsiasi età. Anche se all’apparenza vostro figlio vi sembra il modello perfetto di educazione, troverete sicuramente una o più dritte per migliorarlo ancora di più, ma prima di tutto per migliorare voi stessi.