Dopo i primi 5 principi presentati la settimana scorsa, oggi concludiamo il decalogo di Daniela Valente per il “perfetto” genitore montessoriano.

6. Proponetegli delle scelte

Lasciate che il vostro bambino abbia la possibilità di scegliere nelle piccole cose che lo rigaurdano:  che frutto o che yogurt mangiare, se mettere un abito piuttosto che un altro e via dicendo. In questo modo lo abituerete nel difficile compito di prendere una decisione e lo farete sentire parte delle scelte da compiere.

Il cammino verso l’autonomia di un bambino è lungo e periglioso: tutti gli insegnamenti di Maria Montessori sono volti a responsabilizzare il piccolo, rispettandolo nelle sue scelte e nelle sue attività. Anche lasciarlo libero di decidere se mettersi la maglia arancione o quella gialla è un piccolo passo verso la crescita e la maturità. Non preoccupatevi se gli accostamenti cromatici dei suoi vestiti non sono il top: i bambini sono buffi proprio quando sono lasciati liberi di vestirsi come più gli piace.

7. Limitate la quantità dei giochi a sua disposizione

Scegliete dei giochi che siano ben fatti, educativi e belli. […] Date al bambino un solo gioco alla volta e quando sarà più grande insegnategli a riordinare ogni attività prima di iniziarne un’altra.

Ho visto case sommerse dai giocattoli, dove i bambini neanche si vedevano. E ho visto questi stessi bambini ignorare “cosi-colorati-che-emanano-suoni-indistinti” e divertirsi un mondo con il piumino per togliere la polvere dai mobili. In una società iper-consumistica come la nostra, resistere alla tentazione del “giochino” per i bambini è dura, io per prima spesso ci casco, ma altrettanto spesso riesco a trattenermi dall’acquisto compulsivo vedendo come la fagiola si sganasci e rida come una matta quando mi corico vicino a lei e le lascio esplorare la mia faccia. Non c’è libretto, pupazzetto o sonaglino che regga il confronto.

Inoltre grazie a questo libro sto già iniziando a costruire qualche bel gioco per la piccola: uno ve l’ho già raccontato qui.

8. Ditegli sempre la verità

Un bambino è in grado di capire molto più di quanto ci aspettiamo: spiegategli le cose con parole semplici ma ditegli sempre la verità; non inventate storie che a voi sembrano più facili da comprendere per spiegargli le cose. Non promettetegli neppure ciò che non potete mantenere.

Ecco, le promesse disattese credo siano una delle cose piu brutte che potete fare a un bambino. Mai promettere ciò che non siete sicuri di poter mantenere. Questa dovrebbe essere la priam regola di ogni relazione, tra grandi e tra grandi e piccini.

9. Dimenticate l’orologio

Cercate di capire quando ha fame e quando ha sonno, cercate di proporgli quello che gli serve quando ne ha bisogno e non quando lo dice la vostra organizzazione.

Godetevi ogni momento passato assieme ai vostri figli: ogni minuto è prezioso, è un dono che va gustato a pieno. Lo so, all’inizio sembrerà difficile (e forse pesante) rinunciare alle proprie abitudini, ma con il tempo apprezzerete sempre di più questi piccoli momenti di gioia, perché saranno sempre meno. Il bambino crescendo si allontanerà un po’ da voi, preferirà giocare con gli amichetti invece che stare sul tappetone con voi. Ed è giusto che sia così. Approfittatene, dunque, ora: quando siete insieme alla vostra famiglia mettete via l’orologio (e lo smartphone!). I primi ricordi di un bambino non saranno certo la casa pulita, gli amici venuti a trovarvi o i mille giochi sparsi attorno a lui (vedi punto 7): sarà il tempo passato  con voi.

10. Spegnete la TV

È dimostrato che per ogni ora passata davanti alla TV prima dei due anni, il vostro bambino avrà il 30% di possibilità in più di avere disturbi del linguaggio e dell’apprendimento. Anche la TV come sottofondo è dannosa, visto che diminuisce la possibilità di concentrazione del bambino.

Da quando è arrivata la fagiola qui la TV è sempre spenta: non guardiamo più il telegiornale, niente serie TV o filmoni la sera. È quasi diventata un soprammobile. A volte ci manca, ma abbiamo fatto una scelta in funzione di nostra figlia e la portiamo avanti con orgoglio. Quando siamo a tavola riempiamo i silenzi con delle canzoni per lei, che è lì seduta con noi e cerca attenzioni. La sera leggiamo una favola, ci rotoliamo sul tappeto e non abbiamo paura di inventarci rime assurde per tenerle compagnia e farla ridere. Non servono – almeno fino ai 2 anni – Cartoonito, Rai YoYo o simili per far divertire un bambino, servono due genitori che hanno voglia di giocare, saltare, ballare e fare le coccole. I bambini, ho scoperto, riescono a occupare il tempo anche da soli, se proprio dovete fare qualche lavoro in casa e non potete stare lì con loro mentre sono svegli, con un gioco adatto alla loro età (e ovviamente in sicurezza). Chi dice “ah ma la TV è accesa perché così sentono la musica” sbaglia: cantate voi per loro, la vostra voce è meglio di qualsiasi vincitore di Sanremo, e lo potete fare anche se siete in un’altra stanza perché loro vi sentiranno ugualmente. O al massimo accendete la radio.